I.D.P.A.


International Defensive Pistol Association
Italia: il colorato mondo del tiro.

... "Sono tre bersagli e solo a tre metri da me, colpirli è uno scherzo, dovrò solo seguire la sequenza impartita: un colpo nella parte centrale del primo a sinistra, salto il centrale, quello con la manina rossa che mi indica che non è da colpire assolutamente, passo al terzo dove mando due colpi al centro e uno in alto per poi tornare al primo con un secondo colpo nella parte centrale e infine uno nella parte alta; una sciocchezza ma ....... questo camminando all'indietro perché in questo modo poi potrò imboccare un corridoio stretto e ingaggiare qui un quarto bersaglio semicoperto, altri tre colpi ..... siamo a 9 il caricatore della mia monofilare è vuoto. Lo sgancio e rapidamente ne innesto uno pieno, scarrello. Ora davanti a me una stretta entrata da in una "stanza", punto l'arma e faccio capolino: due colpi al primo bersaglio proprio di fronte a me, ruoto più a sinistra un altro bersaglio, altri due colpi, ruoto ancora ecco un terzo bersaglio, il dito preme sul grilletto ma mi si gela il sangue: quello ha una mano rossa sull'angolo in basso ..... cristo non devo fare fuoco. Mi fermo, prendo respiro, ruoto ancora alla ricerca dell'ultimo bersaglio. Eccolo, mi aspettava nascosto: due colpi e si passa all'ultima stanza, pochi passi, faccio capolino con l'arma in avanti: diavolo !! una fitta rete mi impedisce di vedere bene, quale sarà il bersaglio da non colpire, l'occhio è veloce, miro il bersaglio giusto ed esplodo gli ultimi miei due colpi: peccato non avere portato gli altri caricatori ! " ......
Il mio primo contatto con l' I.D.P.A. avviene cosi, sul campo, a freddo e non solo perchè quel pomeriggio di dicembre l'aria era veramente fredda. Questo tipo di attività di tiro la conoscevo solo per sentito dire e avevo visto qualche foto con gli amici: ora finalmente l'avevo potuta saggiare di persona e sul campo.
Lui si chiama Ciro Zeno ed è arrivato in sordina una mattina che per caso mi trovavo al campo di tiro di Arnasco. Un grosso furgone bianco del Cuneo Combat Club da cu scendono pannelli colorati, alberi finti, sedie, tavoli, cabine telefoniche e grosse carte da gioco. Sembra di assistere alla preparazione di un set cinematografico, un gruppo di ragazzi freneticamente si mette all'opera. Non faccio caso più di tanto a quei giovani, del resto loro sono presi dal loro impegnativo lavoro e non fanno troppo caso a noi che siamo li a chiacchierare. Nel primo pomeriggio sono di ritorno al campo, curioso di vedere cosa succede e mi trovo di fronte agli stand di tiro pronti,
" questi ragazzi sono fenomenali ! ",
non si sono fermati nemmeno per pranzare. Ciro è un alto ragazzone dagli occhi vispi, molto gentile, si capisce subito che sa quello che sta facendo e come farlo. Ha le stesse mie idee, il tiro deve essere innanzi tutto divertimento e sport per tutti, se poi in esso qualcuno trova il giusto punto d'incontro tra piacere e aiuto per la propria attività di lavoro tanto meglio. Ma Ciro non vuole sentir parlare di addestramento al tiro, di militarismo, tra loro non vediamo mimetiche, divise verdi o atteggiamenti allusivi: " noi siamo qui per divertirci e far divertire i tiratori, alcuni possono trovare giovamento per il loro lavoro di agenti in servizio armato ed è una cosa che ci rallegra, ma noi siamo per il puro aspetto sportivo del tiro ". Lui, già presidente del Cuneo Combat Club, nel 2002, conosce Mauro Di Prospero di Latina e si avvicina all'IDPA, ne fa il suo sport d'elezione, il suo motto è: " divertimento, sport e tanto colore ", quando lo vedi non puoi sbagliarti, ha sempre una bomboletta spray di vernice colorata in mano, gira per le linee appena montate a spruzzare rosso, verde, giallo e blu ovunque.
Fabio Guerra è presidente del Robin Accademy Shooting Club, anche lui conosce Ciro e Mauro e si innamora dell'IDPA. La sua passione era il T.D.S., nel 1999 è 3° Europeo nel campionato Bianchi Cup e 1° assoluto nel revolver. Non lo noti subito, si mischia tra i tiratori e spesso fugge per fare le coccole al piccolo erede che indicando la sua valigetta grida: " bum...bumm..!! "; " buon sangue non mente ", del resto è figlio d'arte, anche mamma Barbara è una campionessa di T.D.
Mentre Mauro si occupa di divulgare questo sport al centro e sud Italia, Fabio e Ciro cominciano a girare per i poligoni portando la loro nuova voce, tanto che nel 2003 a Cuneo preparano la prima gara di tiro IDPA e in quell'anno saranno sei le manifestazioni effettuate dai due amici un po' ovunque. Nel 2004 le gare di IDPA sono salite a dodici a dimostrare quanto questa disciplina sportiva attragga i tiratori di tutte le categorie, proprio perchè a tutti è possibile gareggiare in questa specialità dove il corretto uso dell'arma e la precisione sono capacità preferibili alla velocità. Cosi anche chi arriva dal T.S.N. ed è a digiuno di tiro dinamico, si trova spesso avvantaggiato in rapporto a coloro che già lo praticano. E' Fabio che mi fa provare alcuni percorsi e mi accompagna durante l'esercizio, Ciro sarà a pitturare qualche angolo grigio del campo; " un perfezionista ! ".
Andiamo " ......... al secondo stand di tiro, mi trovo ad affrontare una nuova situazione, sono di spalle alle sagome, questa volta quattro ognuna contrassegnata con un colore diverso. Sul tavolo quattro rettangoli in legno, al via ne girerò uno e cosi mi apparirà un colore, a questo corrisponde il bersaglio da non colpire. Parto capovolgendo il colore giallo, mi giro armo la pistola e colpisco con un colpo la prima sagoma a destra, poi uno all'altra al suo fianco quindi due colpi alla terza tralasciando quella in giallo, ritorno sulla seconda, ancora un colpo e poi uno sulla prima. Mi dirigo ora verso la prima apertura di fronte a me e mi affaccio con cautela, due colpi sulla prima sagoma rossa, un colpo sulla blu. Cambio caricatore, ma scordo a che punto ero ............. ah! già ! la blu, ancora un colpo, salto la gialla e ancora due colpi sulla verde. Non è finita c'è ancora una stanza, ancora tre sagome ma io oggi ho solo due caricatori e cosi mi restano solo cinque colpi anziché sei, ma che importa il gioco si fa intrigante. Vado alla porta, prima sagoma ....... no è gialla ! Due colpi alla successiva, poi ancora due all'altra e l'ultimo sulla restante. Scarico e aspetto che il direttore (Fabio), mi consenta di mettere via l'arma. Il bello è che non ho dovuto ne correre ne fare veloce, tutto con molta calma. Ma i punti ?? ". Fabio mi spiega, " il sistema è semplice, se i colpi sono nella zona centrale non vengono sottratte frazioni di tempo al totale del tempo che tu hai impiegato a fare l'esercizio, altrimenti in rapporto all'errore del colpo viene sottratto al tempo totale una frazione dello stesso ". Ad esempio in questa sessione di tiro ho messo 5 colpi fuori zona punteggio, ciò mi è costato mezzo secondo a colpo cioè 2,5 secondi che sommati ai 54,42 impiegati per concludere l'esercizio fanno 56,92. La velocità quindi ha valore relativo quando si riescono a piazzare tutti i colpi in zona punti, cosa non difficile per un tiratore UITS.
Fabio e Ciro mi confermano di continuare nel loro vagabondare per i poligoni di tiro, è sufficiente avere una linea di tiro a 25 mt. abbastanza ampia e senza "impedimenti" lungo essa, (come bonetti o siepi), per poter organizzare un corso di IDPA, con l'aiuto dai due instancabili presidenti, l'occorrente è tutto stipato nei loro automezzi, resta quindi solo il dovere di contattarli.
Prima che si faccia buio ci accingiamo a fare il 3° esercizio.
" Davanti a me dodici bersagli divisi in gruppi di quattro e numerati da uno a quattro ma posizionati a caso e non a scalare. Seduto o in piedi davanti a me ho un tavolo, sopra le solite quattro tavolette ma sul retro un numero da uno a quattro. Dovrò girarne una alla volta ed ogni volta sparare solo sul bersaglio numerato corrispondente al numero scoperto. Parto credendo si una passeggiata, alzo subito il numero tre, prendo l'arma, inserisco il caricatore, la armo e ........ guardo il numero sul tavolo, avevo già scordato quale era, preso come ero dalla foga. Punto l'arma e cerco il numero: trovato, due colpi e via mi sposto l'arma sul secondo gruppo, cerco il numero 3 ed esplodo altri due colpi, poi tocca al terzo gruppo. E' un tiro che richiede memoria e colpo d'occhio più di quanto si possa credere. Alzo un altro numero, questa volta è l'uno, riparto dal primo gruppo, due colpi ....... " Qui non si ha bisogno di forza fisica, ne di agilità estrema. Calma, ragionamento e mano ferma valgono più d'ogni altra cosa. L'esercizio sopra descritto ne è una dimostrazione, non ci si muove dal proprio posto e nemmeno i bersagli si muovono, ma quei dodici cartoni ad ogni colpo sembrano sempre più distanti; se poi aggiungiamo a questo l'innata voglia di fare prima degli altri vi assicuro che spagliare un bersaglio a pochi metri è facilissimo. Aggiungiamo poi che quei dannati numeri sono nella parte bassa della sagoma e quindi sempre coperti quando si va in mira, vi garantisco che si continua a zigzagare con il mirino tra le sagome come un ubriaco in un bosco di betulle.
4° esercizio: " seduto di fronte a quattro sagome contrassegnate con altrettanti semi del gioco con arma scarica e caricatore sul tavolo, alzo una carta da gioco. Quello è il seme salvo, cioè da non colpire, inserisco il caricatore armo e inizio a colpire le sagome impugnando con due mani da sinistra con un colpo ... " si chiama sequenza tattica ".... al centro, salto la sagoma salva e l'ultima la colpisco con due colpi successivi, quindi ritorno sulle altre due con un colpo ciascuna. Afferro quindi l'arma con la mano forte e colpisco nuovamente nello stesso modo le sagome, cambio caricatore, proseguo fino al termine e a questo punto viene il bello, afferro l'arma con la mano debole e ricomincio il giro. " ottimo esercizio per testare la capacità di colpire il bersaglio sia con la mano forte che con quella debole. Da qui si nota che non era il tempo importante nella conclusione dell'esercizio ma la capacità nel tiro di precisione con la mano che solitamente non usiamo. Si fa scuro e passiamo rapidamente all'ultimo esercizio, il 5° " Mi trovo alla cabina telefonica con la cornetta in mano con arma in fondina e carica, al via faccio capolino dal diaframma e abbatto le due sagome metalliche e solo allora posso colpire i bersagli che mi daranno i punteggi, fortunatamente ho una buona mira e colpisco immediatamente le due sagome in metallo che cadono, se cosi non fosse avrei avuto meno colpi e quindi meno punti sui bersagli in carta. Cambio caricatore, passo alla seconda barricata, faccio nuovamente capolino, due sagome a cui piazzo due colpi ciascuna e a questo punto posso spostarmi al riparo dietro un basso bidone da cui ingaggio le ultime due sagome in ginocchio e il gioco è fatto. " Si fa sempre più scuro, mi sarebbe piaciuto riprovare ma la luce è troppo bassa e anche loro sono stanchi, domani avranno un'importante gara qui al campo di Arnasco. Ci lasciamo, io sono contento e soddisfatto, credo che inizierò una nuova attività di tiro, inoltre non servono armi speciali come nel tiro dinamico ma bastano quelle fornite di fabbrica ed anche la buffetteria non deve essere "professionale" solitamente usata nelle gare di TD, questo riduce i costi di gestione di molti euro. Un saluto a Ciro e Fabio che spero di rincontrare presto nelle loro "scappatelle" per i poligoni del nord.
S.Bruno